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News ed eventi: Novità scientifiche Gennaio 2009
Novità scientifiche Gennaio 2009
31/1/2009
Large-scale changes in Greenland outlet glacier dynamics triggered at the terminus
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Nature Geoscience
29/1/2009
Long-term ocean oxygen depletion in response to carbon dioxide emissions from fossil fuels
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Nature Geoscience
29/1/2009
Southern Ocean deep-water carbon export enhanced by natural iron fertilization
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Nature
29/1/2009
Irreversible climate change due to carbon dioxide emissions
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PNAS
Questo articolo discute la reversibilità nellarco dei 1000 anni delle variazioni osservate
in atmosfera e negli oceani e collegati al Global Change, usando modelli di simulazione dei
comportamenti e delle relazioni tra oceano ed atmosfera.
I risultati indicano che in questo intervallo temporale
le variazioni di temperatura in atmosfera e aumenti del livello del mare sono
presumibilmente non reversibili, con il conseguente impatto sulla civiltà
umana.
28/1/2009
Demographic models and IPCC climate projections predict the decline of an emperor penguin population
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PNAS
I pinguini imperatore sono fortemente dipendenti dallestensione del ghiaccio
marino in Antartide, che prevedibilmente si ridurrà a causa
degli aumenti di temperatura per le emissioni di gas serra.
Usando un modello che simula la circolazione atmosferica nel prossimo futuro,
associato ad un set di dati che va dal 1962 al 2005 su una colonia di pinguini imperatore situata nella Terra di
Adelié, vicino alla stazione francese di Dumont DUrville, ricercatori francesi ed americani ritengono che
la probabilità di estinzione di questa colonia entro il 2100 siano del 36% o più,
e che la dimensione mediana della colonia si ridurrà da 6000 a sole 400 coppie riproduttive nello stesso arco temporale.
23/1/2009
Changes in the phase of the annual cycle of surface temperature
-
Nature
In questo studio sono descritti cambiamenti del ciclo annuale della temperatura superficiale nelle zone continentali
delle zone extra-tropicali.
Tra il 1954 ed il 2007 il ciclo si è anticipato di 1,7 giorni, e per lo stesso periodo sono state osservate
anche variazioni nella sua ampiezza.
Questi risultati non sono per lo più riprodotti nelle simulazioni climatiche presentate
dallInternational Panel on Climate Change, in particolare per quanto riguarda lanticipo
del ciclo.
22/1/2009
Warming of the Antarctic ice-sheet surface since the 1957 International Geophysical Year
-
Nature
Misurazioni delle variazioni della temperatura da satellite hanno evidenziato che lintera
Antartide occidentale, e non la sola Penisola antartica hanno registrato aumenti di temperatura
superiori a 0.1° per decennio durante gli ultimi 50 anni. La media delle variazioni di temperatura
sullintero continente è positiva. Le cause sono da attribuire a cambiamenti regionali nella
circolazione atmosferica e nelle temperature della superficie marina e del ghiaccio marino.
20/1/2009
Constraints on the magnitude and patterns of ocean cooling at the Last Glacial Maximum
- Nature Geoscience
La prima ricostruzione quantitativa globale delle temperature superficiali nei mari
durante lUltimo Massimo Glaciale (circa 20.000 anni fa) è stata quella
del progetto Climate Long-Range Investigation, Mapping and Prediction (CLIMAP),
sviluppato nei decenni 1970 e 1980.
Nel presente studio viene presentata una nuova catalogazione dei dati micropaleontologici e geochimici ora
disponibili, per il periodo fra 23 e 19.000 anni fa, creata per il progetto Multiproxy Approach for the Reconstruction
of the Glacial Ocean Surface (MARGO).
Questa raccolta di dati indica la presenza di ampie variazioni longitudinali
nelle temperature superficiali nei mari, dato che contrasta con i risultati delle simulazioni
sinora disponibili che tentano di riprodurre le condizioni durante questo periodo.
20/1/2009
Climate sensitivity to the carbon cycle modulated by past and future changes in ocean chemistry
- Nature Geoscience
Il ciclo del carbonio rappresenta uno dei più importanti fattori nella dinamica climatica.
Questo studio suggerisce che la sua importanza sul clima possa essere maggiore nel periodo attuale
che non durante la maggior parte dei precedenti 400 milioni di anni, in funzione dellimmagazzinamento
e della ripartizione del carbonio negli oceani. Questa situazione probabilmente proseguirà
nel futuro per il passaggio del carbonio da componente dei giacimenti di combustibili fossili a componente
dellatmosfera e delloceano e la conseguente acidificazione degli oceani.
14/1/2009
Early formation of evolved asteroidal crust
- Nature
In due meteoriti ricuperate in Antartide e che derivano dalla crosta formatasi circa 4.5 miliardi di anni fa in un asteroide,
sono state rinvenute evidenze di nuovo stile di formazione di crosta evoluta, testimonianza di
una incompleta differenziazione degli asteroidi genitori e di una varietà in precedenza ignorata nei materiali di
prima formazione del Sistema Solare.
12/1/2009
Historical Warnings of Future Food Insecurity with Unprecedented Seasonal Heat
- Science
La produttività agricola può essere fortemente influenzata da temperature più elevate durante la
stagione di crescita. Osservazioni sperimentali e risultati di modelli climatici suggeriscono
che entro la fine del 21° secolo le temperature durante la crescita saranno ai limiti o superiori
a quelle registrate nel periodo dal 1900 al 2006 sia per le zone tropicali e subtropicali sia per quelle temperate:
simili valori possono aumentare linsicurezza alimentare, come avvenuto in casi simili del passato.
7/1/2009
Stretching the Envelope of Past Surface Environments: Neoproterozoic Glacial Lakes from Svalbard
- Science
Nelle isole Svalbard sono stati campionati dei livelli di rocce carbonatiche, di origine lacustre
e vecchi di circa 635 milioni di anni fa, che presentano valori isotopici dellossigeno
nei solfati, al di fuori dei limiti sinora noti per le rocce terrestri.
Questi livelli carbonatici si sono presumibilmente formati durante un periodo in cui la Terra era
quasi completamente ghiacciata (teoria della "snowball Earth") ed i valori isotopici dellossigeno
suggeriscono o valori molto alti di anidride carbonica in atmosfera, oppure un ciclo dellossigeno
nettamente diverso da quello attuale.
7/1/2009
Fasting physiology of polar bears in relation to environmental change and breeding behavior in the Beaufort Sea
- Polar Biology
Gli autori hanno studiato la variazione nelle condizioni di stato di digiuno fisiologico nelle popolazioni
di orsi polari del mare di Beaufort (Canada settentrionale) tra il 1985-86 ed il 2005-06, tramite analisi
del sangue di individui campionati.
La percentuale di orsi che è risultata trovarsi in questa condizione è passata da circa il 10%
del periodo 1985-86 al 20-30% negli anni 2005-06.
Viene supposto che questo aumento derivi da maggiori difficoltà
di alimentazione nellultimo periodo, collegate alle variazioni nella estensione del ghiaccio marino
che funge da supporto di caccia per gli orsi polari.
7/1/2009
Nanodiamonds in the Younger Dryas Boundary Sediment Layer
- Science
Circa 20.000 anni fa iniziava la conclusione dellultimo periodo glaciale, evidenziata da un continuo rialzo delle temperature atmosferiche.
Questo processo di riscaldamento ebbe un improvviso stop 12.900 anni fa, con un brusco raffreddamento
nellemisfero settentrionale, durato 1300 anni ed evidenziato in nord America dalla estinzione della megafauna di mammiferi e
dal collasso della civiltà Clovis. Le cause di questo evento climatico, noto come
Younger Dryas, non sono ancora
completamente chiarite.
Uno
studio pubblicato nel 2007
documentava la presenza in vari siti del Nord-America di un livello ricco in carbonio, datato a 12.900 anni fa
e immediatamente sovrastante gli ultimi fossili di megafauna e delle testimonianze della civiltà Clovis.
La presenza in questo livello di iridio, microsferule magnetiche, carbone e fuliggine, carbonio vetroso con nanodiamanti e
di fullereni con elio di origine extra-terrestre suggerisce unorigine da impatti di uno sciame di comete
o asteroidi avvenuti sul nord America, dove avrebbe causato estesi incendi, alterazioni climatiche, ecologiche e culturali come le
estinzioni di fauna e la cessazione della civiltà Clovis.
Larticolo pubblicato in Science il 2 gennaio 2009 conferma la presenza di nanodiamanti in vari siti del nord America
esclusivamente allinterno del livello ricco in carbonio di 12.900 anni fa, né sotto né sopra. I nanodiamanti non si formano nelle usuali condizioni
superficiali terrestri, ma si possono generare in seguito ad inpatti di corpi extra-terrestri. Questo studio conferma
quindi lipotesi extra-terrestre per lo Younger Dryas ed i fenomeni associati.