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Novità scientifiche Dicembre 2008



20/12/2008  Foraminiferal Isotope Evidence of Reduced Nitrogen Fixation in the Ice Age Atlantic Ocean - ScienceExpress

Il contenuto di azoto negli oceani alle basse latitudini controlla la proliferazione di alghe. Sinora si supponeva che questa concentrazione aumentasse durante i periodi glaciali, in maniera tale da provocare un aumento delle biomasse di alghe e una conseguente sottrazione di anidride carbonica dall’atmosfera.
In base ai rapporti isotopici fra azoto 15 e 14 osservati in gusci di foraminiferi vissuti nei mari caraibici durante l’ultimo periodo glaciale, ricercatori statunitensi e tedeschi suggeriscono invece che i dati sono meglio spiegati da una ridotta concentrazione di azoto nell’Atlantico.


20/12/2008  A Dynamic Marine Calcium Cycle During the Past 28 Million Years - Science

La concentrazione di calcio negli oceani è un indicatore climatico importante, perché il ciclo del calcio nel mare è strettamente collegato alla concentrazione di anidride carbonica in atmosfera. Inoltre il carbonato di calcio sedimentato negli oceani rappresenta il principale deposito di carbonio fra atmosfera, oceani e biosfera. Gli autori ricostruiscono le variazioni della concentrazione di Calcio negli ultimi 28 milioni di anni, basandosi sul rapporto isotopico Ca44/Ca40 osservato in cristalli di barite (solfato di bario) campionati negli oceani. Osservano una forte variazione positiva avvenuta circa 13 milioni di anni fa. Questa variazione viene collegata ad una importante transizione climatica avvenuta nello stesso periodo, da un clima più temperato ad uno più freddo, con incremento in volume delle calotte glaciali antartiche, riduzione del livello dei mari e maggiore afflusso di materiale terrigeno ai mari.


17/12/2008  Marine, intertidal, freshwater and terrestrial biodiversity of an isolated polar archipelago - Journal of Biogeography

Le Isole Orcadi Australi, situate tra la Penisola Antartica e il Sud-America, presentano una elevata ricchezza di biodiversità, soprattutto grazie al benthos, con specie nuove per la zona ed anche precedentemente sconosciute. Questo risultato è stato ottenuto grazie ad un campionamento sistematico effettuato da ricercatori del British Antarctic Survey e dell’Università di Amburgo.
16/12/2008  As ice melts, antarctic bedrock is on the move - Ohio State University Research

Al convegno annuale della American Geophysical Union (AGU) di Dicembre 2008 a San Francisco, sono stati presentati i risultati preliminari derivanti dalle misure GPS degli spostamenti verticali del substrato roccioso nell’Antartide occidentale. Le misurazioni evidenziano differenze con i modelli teorici anche dell’ordine di vari millimetri per anno. Questi movimenti possono essere utilizzati per migliorare le stime delle variazioni dello spessore del ghiaccio in Antartide.
16/12/2008  Greenland’s glaciers losing ice faster this year than last year, which was record-setting itself - Ohio State University Research

Nel convegno AGU di San Francisco una comunicazione ha analizzato le velocità di riduzione nell’estensione delle piattaforme di ghiaccio in Groenlandia negli ultimi anni, misurate grazie all’analisi di immagini satellitari.
La velocità risultante per l’estate 2008 è tripla rispetto a quella dell’estate precedente, e dal 2000 la riduzione complessiva è stata di circa 920 km quadrati, due volte e mezzo la superficie del lago di Garda.
11/12/2008  Ozone hole weakens oceanic carbon sink - naturenews

Durante un convegno scientifico tenutosi a Dourdan (Francia) dai giorni 8 a 12 Dicembre, è stato presentato un lavoro che assegna al buco dell’ozono, formatosi a partire dal decennio 1970 e recentemente stabilizzatosi, un ruolo chiave nell’acidificazione delle acque superficiali dell’Oceano meridionale. Questa acidificazione è importante, perché riduce la capacità degli oceani di assorbire anidride carbonica dall’atmosfera.
La riduzione dell’ozono, assieme all’aumento dei gas serra, favorirebbe il rafforzamento dei venti meridionali, che a loro volta causerebbero la risalita in superficie delle acque oceaniche profonde ricche in anidride carbonica e quindi acide.
Altri scienziati hanno espresso riserve su questo modello basandosi su osservazioni oceanografiche.
11/12/2008  Mass loss on Himalayan glacier endangers water resources - Geophysical Research Letters

Le carote di ghiaccio campionate nei ghiacciai di tutto il mondo contengono dei caratteristici livelli che risalgono ai decenni 1950-1960 e che sono ricchi di isotopi radioattivi prodotti dai test nucleari effettuati in atmosfera in quel periodo. Nel caso del ghiacciaio Naimona, che si trova in Himalaya (Tibet) a 6050 m di elevazione, questi livelli mancano, il che implica il non-accumulo di tutte le precipitazioni nevose che risalgono al 1950 o prima. Questo ghiacciaio presenta la quota più elevata per la quale è stata documentata una simile mancanza di accumulo. Esiste quindi la possibilità di simili riduzioni di massa per i ghiacciai analoghi alle basse e medie latitudini. Inoltre, il persistere di simili riduzioni di massa potrebbe rappresentare una minaccia per gli approvvigionamenti idrici del subcontinente indiano, una delle regioni più popolose del mondo.
11/12/2008  Genetic structuring in three closely related circumpolar plant species: AFLP versus microsatellite markers and high-arctic versus arctic-alpine distributions - Heredity

La variabilità genetica di tre specie del genere Draba, con diffusioni da limitata alle alte latitudini artiche a artiche/artico-alpine, viene messa in relazione con il tipo di distribuzione. La specie a distribuzione "alto-artica" presenta minore variabilità geografica delle caratteristiche genetiche rispetto a quelle artiche-alpine, per dispersioni su più lunghe distanze e da una forte riduzione della popolazione durante l’attuale interglaciale.
10/12/2008  Arctic climate change and its impacts on the ecology of the North Atlantic - Ecology

vedi anche:
Ecologists Use Oceanographic Data to Predict Future Climate Change - National Science Foundation, 7-11-2008

Crediti: Chuck Greene -
Cornell
Gli autori analizzano l’impatto sull’ecologia del Nord Atlantico dei cambiamenti climatici avvenuti in Artico a partire dal Paleocene. L’aumento delle precipitazioni e delle afflussi di acqua dolce nel Nord Atlantico porta a modificazioni oceanografiche ed ecologiche. Lo stesso Artico gioca un ruolo importante nelle relazioni tra cambiamenti climatici e modificazioni paleogeografiche.
9/12/2008  A Simple Law for Ice-Shelf Calving - Science

vedi anche:
Need for speed - The Antarctic Sun, 5-12-2008


Il processo di fratturazione delle piattaforme glaciali non è ancora stato modellizzato con leggi fisiche. Gli autori dimostrano che la velocità con cui le piattaforme glaciali in Antartide e Groenlandia si fratturano originando iceberg è fortemente correlata con la velocità di estensione al loro fronte. Questo fattore sembra quindi costituire un parametro fondamentale da includere nei modelli fisici che simulano il processo di fratturazione.
5/12/2008  Large tundra methane burst during onset of freezing - Nature

vedi anche:
Methane bursts from frozen tundra - naturenews, 3-12-2008
Méthane et pergélisol - Institut polaire français Paul Emile Victor, 10-12-2008

Le zone paludose terrestri sono la principale sorgente di metano in atmosfera, gas ad effetto serra.
In occasione dell’International Polar Year, in una stazione scientifica nella Groenlandia nord-orientale le misurazioni delle emissioni di metano sono state prolungate di due mesi rispetto all’usuale, nel tardo autunno-inizio inverno. È stato osservato un fatto inatteso, che potrebbe spiegare una discrepanza tra misurazioni e modelli teorici. Dopo avere toccato il minimo stagionale nella prima parte dell’autunno, con l’inizio del congelamento del suolo le emissioni di metano sono rapidamente aumentate e sono perdurate per varie settimane, tempo corrispondente al tempo necessario per un completo congelamento dell’intero profilo del suolo. Questa fase non prevista di elevate emissioni potrebbe rappresentare l’elemento mancante per spiegare un aumento stagionale delle concentrazioni di metano in atmosfera alle misurato durante questo stesso periodo, e non giustificato teoricamente nei modelli.
5/12/2008  Surprising return of deep convection to the subpolar North Atlantic Ocean in winter 2007-2008 - Nature Geoscience

Negli ultimi anni le acque superficiali nella zona subpolare del nord Atlantico avevano ridotto o cessato di sprofondare e originare correnti profonde, fenomeno attribuito all’instaurarsi di climi più temperati. Nell’inverno 2007-2008 è stata osservata nei mari di Labrador e Irminger una improvvisa riattivazione della formazione di queste correnti profonde, documentata da misure oceanografiche e satellitari. Questa riattivazione è stata causata da vari fattori: variazioni delle temperature atmosferiche, percorsi delle tempeste, flussi di acqua con bassa salinità e distribuzione del ghiaccio marino. È quindi difficile formulare previsioni per il futuro sui tempi di attivazione di queste correnti profonde.


5/12/2008  Renewed growth of atmospheric methane - Geophysical Research Letters

La concentrazione atmosferica di metano è in aumento dall’inizio del 2007, dopo un decennio di stasi. Questo risultato emerge dalle misure effettuate dalle reti di Advanced Global Atmospheric Gases Experiment (AGAGE) e di Australian Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO). Gli autori analizzano le possibili cause di questa variazione in rapporto alla concentrazione del radicale idrossile (OH), il principale fattore atmosferico di controllo del metano. Se le concentrazioni di idrossile sono rimaste costanti, si deve invocare un notevole aumento delle emissioni di metano in entrambi gli emisferi tra il 2006 ed il 2007, mentre se la concentrazione di idrossile fosse lievemente diminuita, l’incremento di emissioni di metano potrebbe essere avvenuta principalmente dall’emisfero settentrionale.
1/12/2008  Abrupt changes in Antarctic Intermediate Water circulation over the past 25,000 years - Nature Geoscience

In questo articolo sono analizzate le relazioni tra acque intermedie antartiche e circolazione nord-atlantica, utilizzando un record delle variazioni isotopiche del neodimio, ottenuto nell’Oceano Atlantico tropicale e della durata di 25.000 anni. Le analisi evidenziano che le acque intermedie antartiche si spingono a nord durante i periodi in cui le correnti nord-atlantiche sono deboli e sono fra i fattori che facilitano la riduzione di salinità nell’Atlantico settentrionale.
1/12/2008  The response of the Antarctic Circumpolar Current to recent climate change - Nature Geoscience

Ricercatori tedeschi ed australiani hanno studiato dati oceanografici per cercare di ricostruire l’influenza dei recenti cambiamenti climatici sulle carattteristiche e sulla circolazione della Corrente circumpolare antartica. Mentre il riscaldamento e la riduzione in salinità sono compatibili coi cambiamenti climatici, non è stata osservata alcuna influenza dell’intensificazione dei venti occidentali tra 30° e 60° nell’emisfero australe avvenuta negli ultimi decenni sui movimenti della corrente circumpolare.



ultima modifica: 8 Gennaio 2009