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News ed eventi: Novità scientifiche Settembre 2008
Novità scientifiche Settembre 2008
30 settembre, 2008
Accelerazioni flussi glaciali in Groenlandia controllate da temperature oceano
Accelerazioni dei flussi di ghiacciai di sbocco in mare sono state osservate sia in Antartide sia in Groenlandia. Uno dei casi
più significativi è quello di Jakobshavn Isbræ in Groenlandia occidentale, la cui rapida accelerazione a partire dal 1997 era
stata attribuita alla maggiore lubrificazione del contatto ghiaccio-roccia causata dalle infiltrazioni di acqua fusa in superficie
durante le estati più calde. Mettendo in relazione le variazioni del flusso glaciale con i bruschi aumenti delle temperature oceaniche nel 1997
lungo lintera costa occidentale della Groenlandia, ricercatori statunitensi, canadesi e danesi ritengono che la causa sia
da ricercarsi nelle variazioni delle correnti oceaniche a loro volta causate da cambiamenti della circolazione atmosferica nel Nord Atlantico.
Le interrelazioni fra criosfera, oceano ed atmosfera devono quindi essere meglio caratterizzate per prevedere con maggiore accuratezza
la risposta dei ghiacciai alle variazioni climatiche.
La notizia è stata pubblicata su Nature il 28 settembre 2008.
25 settembre, 2008
Le variazioni del clima in Antartide regolate da controllo orbitale su durata estate australe
Lo studio delle carote di ghiaccio antartiche aveva evidenziato che durante il tardo Pleistocene il clima
nellemisfero meridionale era variato in fase con i cicli dellintensità dellinsolazione nellemisfero
settentrionale, indotti da precessione e obliquità.
Questo aveva portato a ritenere che lintensità solare nellemisfero settentionale
regolasse il clima in quello australe. Modelli fisici applicati allAntartide da due ricercatori statunitensi
hanno messo in luce che la durata dellinsolazione nellemisfero australe, sempre regolata dagli stessi cicli orbitali,
può regolare la durata delle estati australi, che indurrebbero le variazioni nel clima dellemisfero australe con gli stessi
periodi riscontrati nelle carote antartiche. Lipotesi di un controllo climatico dellemisfero settentrionale su quello
meridionale non sarebbe quindi strettamente necessaria.
La notizia è stata pubblicata su Nature il 21 settembre 2008.
19 settembre, 2008
Ritrovato in Canada ghiaccio con età di 740 000 anni
In una zona a permafrost discontinuo dello Yukon (Canada) è stato rinvenuto del ghiaccio che ha unetà minima di
740 000 ± 60 000 anni prima dellAttuale, in quanto si trova al di sotto di un livello vulcanico datato a quel periodo.
Questa scoperta di ricercatori canadesi ha importanti implicazioni per le stime di persistenza del permafrost alle variazioni climatiche,
in quanto ghiaccio con tale età è passato attaverso vari periodi interglaciali anche più caldi e lunghi dellattuale interglaciale.
La notizia è stata pubblicata su Science il 19 settembre 2008.
17 settembre, 2008
Crediti: National Snow and Ice Data Center
Il ghiaccio marino artico è al suo minimo annuale e al secondo minimo assoluto
dal 1979
Le osservazioni satellitari della zona artica, condotte a partire dal 1979, permettono di valutare
lestensione dei ghiacci marini. Il
National Snow and Ice Data Center ha rilasciato il 16 settembre 2008
la notizia che è stato probabilmente raggiunto il minimo annuale, che corrisponde al secondo minimo
assoluto dal 1979, inferiore di 2.24 milioni di km quadrati al valore medio del minimo durante il periodo 1979-2000.
La notizia è stata pubblicata su
Arctic Sea Ice News & Analysis il 16 settembre 2008.
15 settembre, 2008
Le variazioni della CO2 atmosferica nellultimo
periodo glaciale sono strettamente legate al clima
Le fluttuazioni dellanidride carbonica atmosferica durante lultimo ciclo glaciale, da 90 000 a
20 000 anni fa (ricostruite dallanalisi delle bolle di gas imprigionate in carote di ghiaccio antartico)
risultano strettamente correlate alle variazioni climatiche. Lo studio pubblicato da Ahn e Brook
dellOregon State University analizza le relazioni tra CO2, variazioni delle temperature
nellemisfero boreale e quello australe, probabilmente mediate dalle correnti oceaniche.
Questo studio conferma lattendibilità delle simulazioni climatiche che prevedono
un clima più caldo nel futuro a causa dellaumento di CO2 in atmosfera.
La ricerca è stata pubblicata su Science Express l11 settembre 2008.
10 settembre, 2008
Le analisi delle dinamiche glaciali suggeriscono
stime dellinnalzamento del livello marino al 2100 inferiori a 2 m
Studi basati su modellizzazioni climatiche e ricostruzioni paleoclimatiche ipotizzano
innalzamenti di alcuni metri del livello del mare entro il 2100. Ricercatori statunitensi
hanno adottato un approccio glaciologico per verificare se le dinamiche glaciali consentono
tali entità di aumenti del livello marino. Tenendo in conto lincertezze che riguardano
vari settori geografici, hanno simulato vari scenari di variazioni nelle velocità del flusso
glaciale, ottenendo risultati che indicano come più probabile un aumento attorno a 0.8 m del livello marino,
mentre valori superiori a 2 m sono considerati improbabili.
La ricerca è stata pubblicata su Science il 5 settembre 2008.
5 settembre, 2008
Rapidi eventi di deglaciazione della calotta glaciale Laurenziana
La calotta glaciale Laurenziana ricopriva le porzioni settentrionali del Nord America tra 20 000 e 7 000 anni fa.
Ricercatori nord-americani hanno ricostruito le velocità di fusione di questa calotta usando una serie di tecniche paleoclimatiche
ed hanno riconosciuto due periodi di rapida fusione, con durata di 500 e 800 anni e contributi di circa 1.3 e 0.7 cm per anno
allinnalzamento del livello marino. I ricercatori tracciano un parallelo con la situazione della Groenlandia e suggeriscono che le
predizioni sinora fatte per la velocità di fusione della calotta groenlandese per il 2100 possano essere sottostimate.
La ricerca è stata pubblicata su Nature Geoscience il 31 agosto 2008.
3 settembre, 2008
La glaciazione della Groenlandia
causata dalla riduzione di CO2 atmosferico
Secondo le ipotesi correnti le glaciazioni nellemisfero boreale sarebbero state effimere nel periodo da 38 a 4 milioni di anni fa, e si sarebbero avute estese glaciazioni
solo a partire da circa 3 milioni di anni fa. Le cause invocate sono varie. Nel numero di 28 agosto 2008 di Nature, ricercatori inglesi descrivono le simulazioni
con modelli fisici delle relazioni tra variazioni orbitali, atmosfera, oceano e criosfera. I risultati suggeriscono che la glaciazione in
Groenlandia sia principalmente controllata dalla decrescita della concentrazione di CO2 in atmosfera circa 3 milioni di anni fa, mentre i fattori tettonici o
oceanografici avrebbero avuto un ruolo limitato.
1 settembre, 2008
Crediti: UNEP/GRID-Arendal Maps
and Graphics Library, 2005
Misurazioni del contenuto di carbonio organico
nei suoli artici del Nord-America portano a stime notevolmente superiori
Le stime sinora esistenti del carbonio organico contenuto nei suoli artici del Nord America erano basate su un
limitato numero di campionamenti, poco profondi (40 cm). Una ricerca pubblicata in Nature Geosciences da ricercatori statunitensi,
presenta i risultati ottenuti grazie a misure più numerose e con profondità di 1 metro.
Le quantità totali stimate sono risultate molto superiori a quanto precedentemente supposto.
Questi risultati sono importanti per limpatto che il rilascio dai suoli artici di CO2,
importante gas-serra, può avere sul cambiamento climatico.